№ 236

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Come OpenClaw ha ucciso il CV

Mentre aggiorni il curriculum, qualcuno crea il futuro. Perché le aziende non cercano più chi "sa fare", ma chi decide cosa va fatto, partendo dal caso che ha sconvolto la Silicon Valley in 82 giorni.
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«Oggi, anche un prompt scritto male
batte il collega più preparato.»

Antonio Civita, MAKE PROGRESS con gli OKR


Se stai assumendo, o evolvendo la tua carriera, sappi che il CV è morto.

Chi cerca un commerciale, un marketing manager, un developer, quello che vuole davvero sapere non è dove ha lavorato prima. Vuole sapere “questa persona sa risolvere il problema che ho io, oggi, nella mia azienda?”

Un CV non risponde a quella domanda.

Ma un progetto sì.

82 giorni per passare da un side project a lavorare per OpenAI

Novembre 2025. Peter Steinberger, ingegnere austriaco, costruisce un’app in un weekend. Un agente AI open-source che si installa sul tuo computer, gira in locale, e tu lo comandi da WhatsApp. Gli scrivi “prenotami un volo per Firenze domani” e lui cerca il volo, compila i form, ti manda il biglietto in PDF. Dal tuo computer, senza server esterni.

Un AI che invece di chattare, fa cose.

Due mesi dopo: 2 milioni di utenti. 140.000 stelle su GitHub. La homepage di TechCrunch, Reuters, Bloomberg, Forbes. La gente comprava Mac Mini apposta per farlo girare 24 ore su 24.

Il progetto crashava, salvava le API key in chiaro, aveva buchi di sicurezza seri. Cisco l’ha definito un “security nightmare”. Non importava: mostrava una strada che nessuno aveva ancora tracciato, imperfezioni incluse.

Il 14 febbraio 2026, Sam Altman lo ha assunto per costruire la prossima generazione di personal agents in OpenAI.

Steinberger non ha mandato un CV. Non ha fatto un colloquio. Ha costruito il prodotto che OpenAI non aveva ancora immaginato, in un weekend, e lo ha dato via gratis.

OpenAI non lo ha trovato cercando candidati. Lo ha trovato perché il mondo intero stava già usando quello che lui aveva costruito.

L’asticella è salita, per tutti

Steinberger aveva già venduto la sua prima azienda, PSPDFKit, per 116 milioni di dollari. 60 dipendenti, clienti come Apple, Dropbox e IBM. Costruita da zero, senza venture capital, da un side project. OpenClaw è lo stesso pattern. La sua carriera non è una sequenza di ruoli. È una sequenza di progetti. Ogni progetto è il CV per il successivo.

C’è qualcosa di più profondo in questa storia: l’azienda sta cambiando forma. Fino a ieri era un gruppo di persone che dipendevano dallo stipendio per sopravvivere, e la gerarchia aveva senso: il dipendente aveva bisogno dell’azienda quanto l’azienda aveva bisogno di lui.

Ma oggi, se una persona sola può costruire in due giorni un prodotto che 2 milioni di persone vogliono usare, la domanda per chiunque lavori nel mezzo è: perché dovrebbe lavorare per qualcuno?

Non basta offrire la “sicurezza” per rendere un’azienda attraente: deve offrire una missione. Steinberger non ha bisogno di OpenAI per sopravvivere, ha già 2 milioni di utenti. OpenAI lo ha attratto con la scala del problema.

Competenze o agency?

OpenClaw è un progetto nato con il vibe coding. Steinberger è un ingegnere esperto, ma il 99% del codice di OpenClaw, come ha raccontato lui stesso, non l’ha scritto lui. L’ha scritto l’AI. Lui ha diretto il processo: ha definito cosa costruire, come doveva funzionare, quali problemi risolvere. L’AI ha scritto il codice. In un weekend.

Oggi le competenze non le costruisci con anni di studio e sudore. Le scarichi.

OpenClaw aveva un marketplace aperto, ClawHub, con centinaia di “skill” pronte all’uso. Pensa alle skill come a delle app per il tuo agente AI: ne installi una e lui sa fare un lavoro che prima non sapeva fare. Gestire email, prenotare voli, organizzare calendari, aggiornare un CRM. Le scarichi, le attivi e il tuo agente esegue quel lavoro.

Le competenze operative stanno diventando un plugin. Se stai assumendo, la domanda che ti invito a porti non è più “questa persona sa fare il lavoro?”. Ma questa persona ha l’agency per decidere quale lavoro va fatto?

Gian Segato, founding engineer di Replit, nel suo pezzo “Agency is eating the world” dà un nome preciso a questo shift: agency, la disposizione ad agire senza aspettare il permesso, senza aspettare le istruzioni, senza aspettare di essere pronti.

Per anni hai assunto persone per le loro competenze specialistiche, perché acquisirle richiedeva anni di studio. Quella barriera creava valore. L’AI l’ha erosa. Quello che prima richiedeva mesi di formazione e un team di professionisti, oggi si ottiene con un abbonamento da 20 dollari. Le competenze tecniche stanno diventando una commodity. Quello che non puoi scaricare è la capacità di vedere un problema, formulare la soluzione e orchestrare l’esecuzione.

Quando anche il “saper fare” diventa qualcosa che puoi delegare a una macchina, il criterio di selezione cambia: non cerchi più chi sa fare, cerchi chi decide di fare.

Nella scorsa newsletter ho scritto che l’AI invertirà l’ordine dell’automazione: colpirà prima i manager, poi gli operativi. Steinberger è la prova. Una persona sola che copre l’intero stack: vede il problema, progetta, costruisce, porta sul mercato. Senza nessuno in mezzo a tradurre. Non perché sa fare tutto, ma perché ha deciso di farlo.

La prossima volta che valuti un candidato, chiediti: sta mostrando competenze o sta mostrando agency? E la prossima volta che presenti la tua azienda a un talento con “alta agency”, chiediti: gli stai offrendo uno stipendio o gli stai offrendo un problema che vale la pena risolvere?

Il miglior modo per farsi scegliere non è candidarsi.

È costruire qualcosa che rende impossibile essere ignorati.

Invece del CV, manda un link a qualcosa che funziona.

Se vuoi sapere cos’era OpenClaw nel dettaglio, come ha fatto a esplodere in 82 giorni e perché era anche un disastro di sicurezza (e perché ha dovuto poi cambiare nome), ho scritto tutto in fondo a questa newsletter.

ALWAYS MAKE PROGRESS ●↑

Antonio

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Identikit: chi è Steinberger e cos’è OpenClaw

Il personaggio

Peter Steinberger è un ingegnere software austriaco. Ha studiato informatica alla Technische Universität Wien, dove ha anche insegnato sviluppo iOS.

Nel 2011 ha fondato PSPDFKit come side project: un SDK per gestire PDF su iOS. L’ha fatto crescere senza un centesimo di venture capital fino a 60 dipendenti, con clienti come Apple, Dropbox e IBM. Nel 2021 ha venduto a Insight Partners per circa 116 milioni di dollari.

Dopo la vendita, si è preso un periodo di pausa. Nel 2025 è tornato a costruire, lanciando oltre 40 progetti sperimentali legati all’AI.

Cos’era OpenClaw (spiegato semplice)

OpenClaw è un software open-source che trasforma un modello di AI (come ChatGPT o Claude) in un assistente personale vero: non uno che chatta, ma uno che fa cose.

Si installa sul tuo computer. Ti scrivi con lui su WhatsApp o Telegram come faresti con un amico. Gli dici “prenotami un volo per Firenze domani” e lui cerca il volo, compila i form, conferma la prenotazione e ti manda il biglietto in PDF. Tutto dal tuo computer, senza passare da server esterni.

Caratteristiche che lo rendevano unico:

  • Memoria: ricordava le tue preferenze, i contesti, le routine. Diventava “il tuo AI”, diverso da quello di chiunque altro
  • Agiva nel mondo reale: navigava siti, compilava form, leggeva e scriveva file, eseguiva comandi
  • Automazioni: potevi dirgli “ogni sera alle 19 prenotami una cena e mandami il riassunto delle email” e lo faceva da solo
  • Multi-canale: funzionava su WhatsApp, Telegram, Discord, Signal, Slack, iMessage
  • Local-first: tutti i dati restavano sul tuo computer. Privacy by default

Steinberger lo descriveva come “AI that actually does things”, non “AI that only chats”.

La storia del nome (e i problemi con Anthropic)

Il progetto è nato come Clawdbot, un gioco di parole ispirato alla mascotte di Claude Code (un’aragosta). La community tech l’ha adorato.

A fine gennaio 2026, Anthropic (l’azienda che produce Claude) ha “gentilmente forzato” il cambio di nome per problemi di trademark. Steinberger ha scritto su X: “Forced by Anthropic. Wasn’t my decision.”

Il nome è diventato prima Moltbot, poi OpenClaw.

Nel frattempo, i trader crypto avevano creato una meme coin chiamata “Clawd”, e il cambio nome ha scatenato harassment online. Steinberger ha dovuto chiedere pubblicamente ai trader di smetterla.

Curiosità: il progetto dipendeva pesantemente dalle API di Claude (prodotto da Anthropic), quindi la tensione era paradossale. L’azienda che forniva il cervello del progetto era la stessa che ne contestava il nome.

Il boom virale

I numeri, in sequenza:

  • Novembre 2025: hack del weekend su GitHub
  • Fine gennaio 2026: esplosione virale su X, Reddit, YouTube
  • 140.000 stelle su GitHub
  • 2 milioni di utenti in una settimana
  • Boom di vendite di Mac Mini (la gente li comprava per far girare OpenClaw 24/7)
  • Nascita di Moltbook, una specie di social network per agenti AI
  • Nascita della meme coin “Clawd”
  • 42.000+ istanze esposte online

Perché è esploso? Setup in pochi minuti, costo zero (a parte le API dell’AI), e la prova concreta che un agente AI locale e autonomo funzionava davvero.

Le controversie

Sicurezza: il problema più grosso. OpenClaw dava all’AI accesso quasi illimitato al computer: poteva eseguire comandi, leggere file, navigare il web. Senza barriere di sicurezza native.

I numeri fanno impressione: delle 42.665 istanze pubbliche trovate online a gennaio 2026, il 93% non aveva nessuna protezione. Le API key erano salvate in chiaro. Una vulnerabilità reale (CVE-2026-25253) permetteva di rubare credenziali via prompt injection.

Cisco l’ha definito un “security nightmare”. Jamf ha pubblicato un’analisi sui rischi di insider threat.

Instabilità tecnica: il progetto era grezzo. Gateway che crashavano, bot che perdevano il contesto e tornavano a comportarsi come una semplice chat, dipendenze da versioni specifiche di Node.js, file corrotti.

Non erano bug minori. Erano segnali che il progetto non era pronto per la produzione.

Ma proprio questo è il punto: OpenClaw non ha vinto perché era perfetto. Ha vinto perché ha mostrato una strada che nessuno aveva ancora tracciato. Bug, falle, instabilità incluse.

Come ha scritto Steinberger: non era un prodotto finito. Era una demo di un futuro possibile.

L’assunzione in OpenAI

Il 14 febbraio 2026, Sam Altman ha annunciato l’ingresso di Steinberger in OpenAI.

La missione: sviluppare “la prossima generazione di personal agents”, con accesso ai modelli più avanzati di OpenAI per renderli sicuri e accessibili. Le parole di Steinberger: “Voglio costruire un agente che mia mamma possa usare.”

Altman l’ha definito “un genio con idee amazing su agenti intelligenti che interagiscono.”

OpenClaw è passato a una fondazione open-source indipendente, supportata economicamente da OpenAI.

Dal weekend hack all’assunzione: 82 giorni.

Fonti

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