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«Tanto prima legheremo ore extra e multitasking a scarsa competenza e negligenza, meglio sarà per tutti.»
Margaret Heffernan, Beyond Measure
Buon lunedì!
Per la prima volta nella storia, l’automazione colpirà prima i manager, poi i team operativi.
Ogni rivoluzione tecnologica precedente ha cambiato prima come usavamo i muscoli, poi il cervello. Questa è diversa.
L’automazione non sta arrivando in fabbrica, sta arrivando nella tua agenda.
Se oggi il tuo team va più veloce ma non cresce, non è un problema di strumenti. È un problema di priorità.
In questa edizione:
- Il lavoro che l’AI non può ancora fare
- AI copilot, velocità senza risultati
- Crescita, fiducia, promesse misurabili
- A chi conviene un strategia da 200 slide?
Il lavoro che conta di più è quello che l’AI ancora non può svolgere.
Ogni rivoluzione tecnologica precedente ha automatizzato dal basso: prima i muscoli, poi la routine cognitiva, poi il coordinamento. L’AI inverte la sequenza e parte dallo strato in cui si decidono le domande, non in quello in cui si danno le risposte.
Dove si sposta il valore: in chi fa le domande difficili, non perché richiedano calcoli complessi, ma perché richiedono chiarezza su cosa è davvero importante. Verso dove va l’azienda? Qual è il motore di crescita? Come si misura il progresso?
La catena di comando: l’umano definisce l’intento, l’AI genera le opzioni, l’umano valida gli step, l’AI esegue l’attività. Chi controlla quel primo strato, la formulazione strategica, controlla l’intero flusso. Il resto si automatizza, si accelera, si delega.
- Il valore non si concentra nel livello di esecuzione, si concentra nel livello più difficile da replicare.
Chi non ne parla: il livello più esposto non è chi esegue. È il middle management con anni di esperienza che trasformano la strategia in priorità operative, in task, in riunioni di allineamento. Quel lavoro di traduzione è il primo candidato all’automazione. Nessuno lo dice perché è il livello che oggi firma i contratti, gestisce i budget, assume e licenzia.
Redesign in corso: le aziende che riprogettano i ruoli attorno alla strategia prima dell’automazione partono in vantaggio. Lo osservo ogni settimana con le imprese che seguiamo in STRTGY.
Lo strumento adatto: in MAKE PROGRESS® lo Strategy Focus Onepager non è mai stato uno strumento di esecuzione. È uno strumento di formulazione: definisce le domande che contano, non le risposte. Inizia ad utilizzarlo oggi stesso, è gratis con il libro.
I team con AI copilot vanno più veloci, ma i loro risultati di business non migliorano di pari passo.
Dobbiamo farci un esame di coscienza: il collo di bottiglia non è mai stato la velocità, o sbaglio?
Ottimizzare la velocità di esecuzione quando le priorità sono sbagliate è un enorme spreco di risorse.
Goldratt lo aveva già scritto in The Goal: ottimizzare il punto sbagliato non migliora il sistema, crea solo ritardo nell’attesa di fare la cosa giusta.
Come funziona nella Growth Machine: la GM produce risultati solo se alimentata con gli input strategici giusti. Velocizzare l’esecuzione senza chiarire prima la direzione è come premere l’acceleratore in folle. Il motore aumenta i giri, il consumo di carburante aumenta, ma la distanza percorsa non cambia.
- Non è quanto velocemente puoi costruirla ma sapere cosa vale la pena costruire.
- In STRTGY ho messo 3 anni per capire come funzionassero tutti gli ingranaggi.
Comprare un tool è una decisione semplice. Ripensare le priorità richiede di ammettere che il problema non era mai stato la velocità. Pochi team sono disposti a farlo. È più comodo misurare i cicli di delivery che la qualità delle decisioni.
La domanda che ti invito a porti è: stai usando l’AI per produrre di più, o pensare meglio?
La crescita è diventata un problema di fiducia.
La maggior parte delle aziende misura quello che è facile da contare: traffico, lead, contenuti pubblicati. Oggi basta un prompt per inondare un canale di rumore. Sono misure di attività, non di raggiungimento di risultato.
La fiducia funziona diversamente: arriva prima di ogni acquisto, non appare in nessuna dashboard, e chi non impara a misurarla costruisce una crescita che non capisce e non sa replicare.
Come si costruisce il vantaggio: quando l’AI rende tutti i messaggi intercambiabili, le promesse generiche smettono di funzionare. L’unico posizionamento che regge è fondato su promesse misurabili, quelle che in MAKE PROGRESS® chiamiamo Benefit Misurabili: affermazioni specifiche, verificabili, difficili da copiare.
Non sono solo uno strumento di vendita: chi compra le verifica in ogni momento, chi vende può usarle per riallineare tutta l’organizzazione.
Il problema che nessuno risolve: costruire una promessa che i competitor non possano replicare con un prompt richiede chiarezza su cosa rende la tua offerta davvero unica. La maggior parte delle aziende non ce l’ha. Lo vedo in ogni programma: è sempre l’ultimo pezzo che arriva, e il primo che cambia tutto.
Il punto di partenza: riprogetta la distanza tra ciò che offri e ciò che chiunque può copiare. Non è una questione di marketing ma di strategia.
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Dobbiamo tornare a fare come Bruce Henderson che scriveva la sua strategia in una pagina.
Qualche settimana fa ho riscoperto le Perspectives di Bruce Henderson. Sono saggi di una pagina, scritti da Henderson dopo che aveva fondato BCG nel 1963: una sola idea strategica per pagina, niente slide. Richard Rumelt le ha citate come esempio di come si scriveva la strategia quando la strategia interessava davvero a chi doveva decidere.
La cosa che mi ha colpito: leggerne una richiede cinque minuti. Capisci tutto e non c’è niente da interpretare, niente da tradurre. Oggi una presentazione strategica media dura due ore di numero, gergo consulenziale e slogan, e lascia tutti con le stesse domande di prima. Tutto ok con gli stakeholder?
I consulenti di oggi usano 200 slide: più pagine significano più ore fatturabili. La complessità non è cresciuta perché i problemi sono diventati più difficili. È cresciuta perché conviene a chi produce la comunicazione, non a chi deve usarla.
Perché funzionava: Henderson scriveva per un gruppo ristretto che condivideva il contesto. Oggi quella premessa non regge più. Pensa a quanti colleghi coinvolgeresti nel riprogettare la strategia… ecco appunto. È il momento di ricominciare da te.
ALWAYS MAKE PROGRESS ●↑
Antonio
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