No. 1

Il prototipo di una nuova decade

È il periodo dell’anno nel quale si traccia una linea e non è più possibile porre rimedio a ciò che è stato fatto.  È il momento del reality check. Sei contento o deluso dei risultati che hai ottenuto?

Se guardo indietro ai 12 mesi appena passati devo ammettere che sono contento delle decisioni che ho preso, alcune sono state drastiche, altre più soft. Sento che in ogni modo sono state necessarie.

Ho deciso di correre meno e di leggere di più.

Nel 2019 ho corso solo 660 km, contro il target che mi ero prefissato e che ho costantemente raggiunto negli anni precedenti, i 2.000 km del 2018 e 2017.

Nel 2019 ho letto più di 30 libri, nel 2018 e nel 2017 meno di 10 in tutto.

Avevo bisogno di allenare la mente dopo aver dedicato tanto tempo ad allenare il corpo. Avevo bisogno di trovare risposte a problemi che non potevo risolvere da solo o nel mio network.

Non voglio dire che è possibile solo correre o leggere, in maniera alternativa, binaria. È solo una constatazione, è l’effetto raccontato dai numeri di una decisione, e ogni decisione muove sempre un numero. È una delle cose più importanti che ho imparato quest’anno. Ci tornerò più tardi su questo.

È molto probabile che tu e il tuo team non abbiate ancora pianificato il cosa e il come lavorare nei prossimi 12 mesi. 

Se lo hai fatto, complimenti!

Se invece non l’hai fatto, non preoccuparti, non è colpa tua, è sempre colpa del tuo capo!

Ma se vuoi un consiglio… non farlo, si hai capito bene, non pianificare.

Prototipare vs Budgettizzare

Il budget, come strumento di management, è stato inventato da McKinsey agli inizi del ‘900. Da allora la maggior parte delle aziende del mondo investe almeno sei mesi l’anno e milioni di € (o $) nel disegnare un futuro che non esiste.
Se l’anno passato abbiamo venduto x, quest’anno dovremo vendere x+y%. Tutti sanno che non funziona così. Eppure la burocrazia ci obbliga a compilare fogli di Excel e partecipare a ore di meeting per giustificare il nostro ruolo, assicurarci il nostro spazio di influenza, i nostri bonus, i bonus del livello superiore.
Ogni riga di excel diventa una trincea. Mettiamo letteralmente i sacchetti di sabbia a protezione di quello che potremmo perdere nell’eventualità di non raggiungere quel numero. Si chiama “sendbagging”. Si negozia il numero più basso possibile, si gioca sotto le proprie capacità, non per ingannare il nemico e sferrare un attacco a sorpresa ma per truccare il sistema. Ogni azienda decide così di dare un tetto alla propria crescita al limite inferiore del proprio potenziale. La realtà è che nessun budget sopravvive all’incontro con il mercato e a quella telefonata di ottobre ci sentiamo sempre rispondere che “il budget è stato tagliato”. E la storia si ripete.

Se guardo al mio 2019 le cose migliori che sono successe, in LIFT-D e nella mia vita, hanno una cosa in comune: non erano in nessun budget. Nessuno ha potuto prevederle in anticipo. Di conseguenza nessuno ha potuto fissare un numero troppo basso, o troppo alto, da poter compromettere i risultati. Le conferme, o le smentite, non sono nel preventivo, ma nel consuntivo.

Le iniziative migliori, le più innovative hanno funzionato perché erano dei prototipi. Delle versioni a basso costo e basso rischio di un nuovo modo di lavorare, di intercettare una necessità delle persone, di rendere più efficiente il sistema.

Dando per scontato che ogni organizzazione possa avere la capacità operativa di poter realizzare una versione minima, senza fronzoli ma perfettamente funzionante di una nuova soluzione, non esiste un prototipo se non ci sono questi 3 ingredienti fondamentali.

  • Un’ipotesi. Cosa succede se… Il beneficio del dubbio. La libertà di poter esplorare senza pregiudizi che il fatto che ci possa essere qualcosa di migliore. Che è controproducente fare le cose come le abbiamo sempre fatte.
  • Un numero. Ogni cosa che facciamo muove un numero in un database. Qual è il segnale che la mia ipotesi è corretta?
  • Una scadenza. Entro quanto ho bisogno di prendere la prossima decisione?

Lo fa anche la NASA.

Lo sapevi che nel 2024 l’uomo tornerà sulla Luna? Il nome in codice del progetto è Artemis. Ma non andremo sulla Luna per colonizzarla. Sarà il prototipo della prossima grande missione, quella che ci porterà su Marte. 

Dall’home page del microsito (link nelle risorse): “… lavoreremo con i nostri partner per definire una modalità di esplorazione sostenibile entro il 2028. Useremo tutto ciò che avremo imparato per progettare il prossimo grande balzo in avanti per l’umanità: inviare i primi astronauti su Marte.”

Per raggiungere Marte dalla Terra, con le moderne tecnologie a disposizione, considerando il cambiamento delle rispettive posizioni, ci potrebbero volere tra i 120 e 600 giorni di viaggio di andata e ritorno. 

Potremmo fare un budget e calcolare quanto carburante, ossigeno e cibo sono necessari per compiere il viaggio ma, guardando ai fogli di excel, otterremmo soltanto un’astronave così pesante che non si alzerebbe dal suolo.

La maggior parte delle aziende che conosco l’avrebbe costruita così. Per raddoppiare il fatturato ci vogliono il doppio delle vendite, il doppio delle persone, il doppio delle risorse…

Ma la storia e l’esperienza ci insegna che abbiamo un’altra, più efficiente possibilità. Per raggiungere nuove mete è necessario abbandonare l’ancora dei pregiudizi e abbracciare il beneficio del dubbio. Lanciare un esperimento. Utilizzare i dati per progettare un modo di lavorare radicalmente diverso invece che incrementalmente più complesso.

Nuove ipotesi

Quest’anno è differente, non è solo la fine di un anno, è la fine di un decennio.

Com’è andato?

Hai raggiunto i tuoi obiettivi?

Su cosa devi concentrarti per i prossimi 10 anni?

Ho letto in un survey del 2001 che, a causa della new economy i manager sentono di non aver tempo per dotarsi di nuovi strumenti strategici. 19 anni dopo la new economy è diventata la new-normal economy e la situazione non è cambiata, infatti è peggiorata.

Per progettare nuovi prototipi ed evolvere gli attuali è necessario poter accedere alle informazioni, e la fine dell’anno è anche il più denso sotto questo punto di vista. 

I grandi brand fanno sfoggio della capacità di analisi dei dati che raccolgono e della capacità di individuare i trend grazie alla scala alla quale operano e confezionano utili report che permettono di comprendere il futuro prossimo.

Ho investito un pò di tempo per raccogliere in questa lista i più interessanti per chi fa il nostro mestiere.

Ogni anno, come un bimbo in un negozio di caramelle, li scarico tutti, li sfoglio e prendo appunti poi li conservo in una cartellina dentro Reports/Trends/20xx e regolarmente ci accedo per misurare la distanza tra quello che faccio e il futuro. Anche se sono consapevole che quello che troverai scritto sta già succedendo, la velocità con i quali questi trend avranno impatto sui nostri business dipenderà solamente dalle ambizioni che vorremo avere.

Buona prototipazione!

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