№ 241

Dieci segnali che questa settimana mi hanno fatto cambiare idea

Prompt migliori, agenti che decidono, strategie che perdono consistenza, branding nell'era AI, smettere di essere stronzi. Segnali per anticipare come sta cambiando il mondo su come lavorare, vendere, decidere.
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Cape Town, Antonio Civita 2026

«Che tu stia cercando o meno di cambiare lavoro, il tuo lavoro sta cambiando. L’unica domanda è: vuoi davvero tenerlo?»

Tomer Cohen, LinkedIn⁠

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Dieci segnali raccolti leggendo fonti di settore, confrontandomi con clienti in sessione e testandoli sul mio lavoro.

Segnali per anticipare come sta cambiando il mondo su come lavorare, vendere, decidere. Li ho trasformati in piccole guide per attaccare la settimana, prima che la settimana attacchi noi.

1. Come scrivere prompt che si portano a casa il risultato al primo colpo

La formula più affidabile per parlare con un LLM è anche la più vecchia, persona + compito + contesto + formato. È la stessa struttura raccomandata nella documentazione ufficiale di Claude e nelle guide OpenAI.

Esempio, testato ieri con un cliente operations:

Sei un consulente operations. Trasforma l’onboarding cliente B2B in una SOP leggibile in 5 minuti da uno junior. Formato, elenco numerato con owner, input, output e tempo per step.

Il prompt perfetto non esiste, il brief chiaro sì. Quando scrivi un prompt stai delegando, e se non sapresti spiegare il compito a un collega, l’AI non farà meglio. La qualità dell’output non sta nella sintassi, sta nella chiarezza del pensiero che la precede.

In MAKE PROGRESS® lo chiamiamo clarity before velocity, senza chiarezza iniziale ogni iterazione amplifica la confusione invece di ridurla. L’ho visto ieri in sessione, un founder ha riscritto lo stesso prompt 14 volte in un’ora. Abbiamo fermato tutto, definito il brief su carta in 8 minuti, il quindicesimo tentativo ha prodotto l’output giusto.

2. Come smettere di rispiegare ogni volta le solite cose

Se ogni conversazione con l’AI inizia da capo, stai sprecando la parte migliore dello strumento. ChatGPT, Claude e Gemini hanno tutti i progetti, dentro puoi mettere istruzioni persistenti, documenti di riferimento, memorie che restano tra una sessione e l’altra.

Impara a usare questa: una custom instruction ovvero un prompt di sistema che il modello legge prima di ogni tua domanda. Impostata bene, sostituisce la maggior parte del contesto che oggi ripeti a mano.

Lo stesso errore lo vedo nelle aziende da 8 a 800 persone ma zero processi. Ogni lunedì si rispiega la stessa cosa a voce. Ogni mercoledì si corregge lo stesso errore. Ogni venerdì si giura che la prossima volta sarà diversa, e non lo è mai. Il problema non è la spiegazione, è la mancanza di un posto dove documentare la decisione.

Scrivi una volta, riutilizza cento. È quello che fa una custom instruction, è quello che fa una SOP. Stessa logica, oggetti diversi, stessa leva.

3. Come assumere il tuo prossimo collega-agente

La definizione tecnica di agente AI è un sistema che esegue autonomamente flussi di lavoro multi-step, decidendo i passi intermedi in base a un obiettivo finale. È la definizione usata nel paper Building effective agents di Anthropic.

Più automatizzi, più conta il tuo giudizio su ciò che decidi di non automatizzare. Il lavoro umano si concentra dove serve capacità di giudizio: strategia, architettura, problemi nuovi che il modello non ha mai visto. Tutto il resto scende di livello.

Due buone notizie nascoste qui dentro.

Prima: se hai le idee chiare, puoi delegare una quantità di cose che oggi non ti sogni, e riprenderti pezzi di tempo che davi per persi.

Seconda: non devi fermare l’azienda per iniziare. Serve una lista dei processi che stai tenendo in piedi per abitudine. Automatizzare è l’occasione per semplificare e velocizzare.

Altrimenti ti ritroverai più disponibile e ugualmente indaffarato, a fare attività con meno valore di prima.

4. Come proteggersi dall’inflazione sui salari dei blue-collar

Previsione controintuitiva ma supportata da due trend misurabili:

  • carenza strutturale di manodopera qualificata in Italia, oltre 500.000 posizioni tecniche non coperte nel 2024 secondo il Sistema Informativo Excelsior di Unioncamere
  • automazione progressiva del lavoro white-collar, con stime OCSE intorno al 27% dei ruoli d’ufficio esposti entro il 2030

Se metti insieme i due pezzi, chi sa fare cose con le mani, chi ripara, installa, costruisce, vedrà i compensi salire. Chi ha passato dieci anni a perfezionare un lavoro di scrivania si troverà compresso tra automazione e concorrenza globale.

Per te che gestisci un’azienda italiana piccola, il segnale è che l’idraulico costerà più del tuo junior marketing entro 24-36 mesi.

Dove nella tua azienda stai già pagando di più per competenze che hai paura di perdere?

5. Come capire che la strategia non funziona più

RUna strategia raramente smette di funzionare da un giorno all’altro. Prima diventa inconsistente nell’esecuzione. I numeri arrivano, ma non con la regolarità di prima. Chiudi il mese, ma uno su tre salta. Il forecast lo alzi, ma ci credi sempre meno.

In un sistema instabile, aumentare l’esecuzione produce più instabilità. Spingere di più su una strategia che perde consistenza è come alzare il volume di una radio senza segnale. Il metodo MAKE PROGRESS® parte proprio da qui, prima di accelerare mette ordine nel sistema.

Molti dirigenti raccontano la propria inconsistenza come tratto distintivo. I nostri clienti sono tutti diversi, noi facciamo progetti su misura. Frase che suona bene e protegge dal confronto, quasi sempre nasconde un problema diverso, non sai ancora per chi stai davvero lavorando.

Se i tuoi clienti arrivano da mondi opposti, con budget, obiettivi e aspettative che non combaciano, la domanda vera è perché così tanti tipi di persone diverse si rivolgono a me? In molti casi la risposta non è posizionamento vincente, è assenza di alternative nel loro raggio di ricerca. Sei la scelta più facile, non la più giusta.

Non confondere inconsistenza con adattabilità. L’agilità è intenzionale, misurata, reversibile. L’emergenza è reattiva, dispersiva, logora il team.

6. Come sapere se stai prendendo la decisione giusta

Quando hai due opzioni e sembrano entrambe sensate, il problema non è l’analisi. Hai già le informazioni che ti servono. Il problema è che ogni opzione ottimizza una cosa diversa. Una protegge la velocità, l’altra il controllo. Una massimizza la scala, l’altra la qualità. Una difende la cassa, l’altra la relazione.

Non esiste la decisione giusta, esiste la scelta di cosa sei disposto a sacrificare.

Esercizio pratico, lo faccio ogni lunedì mattina con i founder in coaching. Per ogni opzione scrivi in una frase cosa stai ottimizzando e cosa stai rinunciando. Se non sai completare la seconda parte, non hai ancora capito la decisione, l’hai solo guardata.

Questo è uno dei motivi per cui tanti founder restano bloccati settimane sulla stessa scelta. Cercano l’opzione che non richiede rinuncia. Non esiste. Ogni strategico è un no a qualcos’altro, spesso implicito, spesso non detto nel team.

7. Come fare branding quando scrivono tutti con l’AI

Più post, più newsletter, più caption. Tutto più veloce, tutto più uguale, tutto più dimenticabile. La maggior parte delle aziende che ha scoperto l’AI sta producendo più contenuti, non contenuti migliori.

Il pubblico a cui parli è cambiato. Oggi scrivi per due tipi di lettori:

  • Umano che valuta, come sempre
  • LLM che decide se consigliarti, quando qualcuno chiede a ChatGPT chi può aiutarmi con problema X

Questa seconda dinamica ha un nome, GEO (Generative Engine Optimization), documentata nel paper di Princeton e Georgia Tech. Non è più solo SEO.

L’umano ricorda se la tua storia è vera. L’LLM registra se la tua posizione è chiara, ripetuta, coerente nei punti del web in cui vieni citato. Se pubblichi dieci post generici al mese, entrambi ti dimenticano.

Questa partita non si vince producendo di più, si vince raccontando una storia migliore e ripetendola in modo riconoscibile. La maggior parte delle aziende crede che la propria storia sia noiosa. Quasi mai lo è, è solo raccontata in modo prevedibile. L’errore che ti ha insegnato qualcosa, il cliente che ti ha sorpreso, la scelta fatta contro ogni consiglio ragionevole, sono le cose che un umano cita nel passaparola e che un modello riesce a disambiguare dal resto.

Usa l’AI per accelerare la produzione, mai per sostituire la narrazione. Se rileggendo un tuo post senti che poteva averlo scritto chiunque, il problema non è lo strumento, è che stai nascondendo la parte che ti rende riconoscibile.

8. Come capire se e quando cambiare ruolo

Resta se ti tiene aggiornato. Esci se ti fa restare indietro.

Il framework più utile che ho letto questa settimana. Non è questione di soldi, titolo, noia. È questione di direzione della curva di apprendimento.

Ogni ruolo ha una velocità di apprendimento implicita. All’inizio alta, poi stabile, poi in calo. Il punto critico non è quando smetti di imparare, è quando ciò che impari non ti serve più nel mondo che sta arrivando.

Per chi fa il founder la domanda non cambia, cambia il soggetto, non sei tu a dover cambiare azienda, è l’azienda a dover cambiare alla velocità con cui cambi tu. Se il tuo lavoro operativo oggi è lo stesso di 18 mesi fa, probabilmente stai rallentando la crescita, non la stai guidando.

Ogni trimestre poniti questa domanda “quello che sto facendo questa settimana, sto imparando a farlo meglio o lo sto solo facendo di più?”

9. Come pensare a due velocità

Trappola classica nelle aziende piccole, il founder si occupa di tutto e pensa a tutto sullo stesso piano. Gestisce i problemi a sei mesi e quelli a due anni con lo stesso foglio, nello stesso giorno, nello stesso stato mentale. Risultato, entrambe le dimensioni sono sotto-ottimizzate.

Il modo corretto di dividere il carico non è per area, è per orizzonte temporale:

  • Il team risolve i problemi dei prossimi sei mesi
  • Tu progetti come deve essere l’organizzazione fra due anni

Se fai il contrario, entri nei problemi del prossimo trimestre e lasci il 2028 a un file vision.md aperto due volte l’anno, sei l’ultimo collo di bottiglia del sistema.

Dentro MAKE PROGRESS® abbiamo uno strumento per gestire questo doppio binario, Now and Next. Il Now è ritmo, il Next è direzione. Due lavori diversi, due cadenze diverse, due tipi di domanda diversi. È in questa tensione che nascono gli OKR più potenti.

10. Come essere sinceri senza sembrare stronzi

Quando devi dire una cosa scomoda, l’istinto è essere diretto, perché la schiettezza suona spesso come onestà.

Ma la schiettezza senza la capacità di avere leva sui risultati non è “trasparenza”, è pressione gratuita. E la pressione chiude le persone in loro stesse, finche non senti “crack”.

La leva è il contesto in cui dici la cosa, il rapporto costruito prima, il momento che scegli, il perché che accompagna il cosa. Senza quella cornice, la stessa frase passa da feedback a giudizio in cinque secondi, e il destinatario smette di ascoltare pur annuendo.

La sincerità utile lascia spazio di movimento. Dice il problema, indica una direzione, non chiude la porta. La sincerità inutile si accontenta di aver detto la verità, anche se nessuno è in condizione di farci qualcosa.

Tre regole pratiche che uso in ogni feedback uno-a-uno col mio team:

  1. Critica l’idea, mai la persona
  2. Dai feedback quando c’è energia, mai quando sei stanco
  3. Prima di parlare, chiediti, voglio risolvere questa situazione o voglio solo aver ragione?

Sono dieci inviti a fermarsi un momento prima di tornare al lavoro. Se ne scegli uno e ci fai qualcosa questa settimana, per me il lavoro di questa newsletter è fatto.

Quale ti ha fatto dire ecco, questo è proprio quello che sto vivendo ora? Rispondi a questa email e dimmi il numero. Le leggo tutte, una per una.

ALWAYS MAKE PROGRESS ●↑

Antonio


Antonio Civita, founder di STRTGY e autore del metodo MAKE PROGRESS®. Lavoro ogni settimana con founder e team di aziende italiane su crescita, sistemi operativi, decisioni strategiche. Questi dieci punti nascono da casi reali visti in consulenza nelle ultime due settimane. Resta in contatto con me su LinkedIn.

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