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№ 121

Good behaviour is good business

4:05 di lettura — Il design non è solo per designer. Il design comincia dall’interno dell'azienda. Senza utenti non ci sono dipendenti.
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Hey, buon lunedì!

C’è una cosa che deve essere assolutamente riprogettata. Lo zampirone. Questa cosa che dalla busta ne escono due incastrati uno nell’altro è fuori da ogni principio di usabilità – anche se ha senso dal punto di vista industriale perché si risparmia spazio e tempo che equivale sempre a ridurre i costi -. 

Ma ci sono altri problemi. Non solo devi toccare con le mani un oggetto che ha tutta l’aria di essere velenoso – quantomeno per le zanzare – ma per usarlo devi districare le due spirali con una buona probabilità di romperne una delle due, creando così uno spreco oltre che un pericolo. Per non parlare poi di quante volte abbiamo provato a bruciare i pezzettini di spirali rotte su appoggi di fortuna che potrebbero, nel migliore dei casi spegnersi in un piattino o sbruciacchiare un mobile, nel peggiore causare un incendio.

Eppure con tutti questi “errori di progettazione” o come li definisco io “ottimizzazioni unilaterali” – cioè fatte tenendo conto solo un lato dell’equazione, l’azienda, sacrificando l’esperienza dell’utente – è uno degli oggetti più diffusi nelle nostre case.

Alcuni problemi sembrano semplicemente non avere le giuste economics per meritare di essere risolti.

Fin quando qualcuno non ci vede un’opportunità.

«Il Design è troppo importante per essere lasciato solo ai designer!» — Federico Ferretti

Certo! Dovrebbe essere praticato da tutta l’azienda!

È una frase che ho letto nel post su LinkedIn di Federico Ferretti, Head of Experience Design di Haier Europe, che sarà l’ospite dello STRTGY Meeting che si terrà questo pomeriggio – Lunedì 18 Luglio alle 18:30 – l’ultimo della stagione.

Oggi il Design con D maiuscola, è il dipartimento di maggior valore di ogni organizzazione e non solo nell’ambito della progettazione dei prodotti ma anche nella progettazione delle relazioni con le persone dentro e fuori l’azienda stessa.

Thomas J. Watson Jr., figlio del fondatore dell’IBM, in un memo del 1966 ha dato una definizione di Design davvero semplice ed efficace: «good design is good business».

Alcuni tipi di design hanno un valore strategico, un effetto moltiplicatore.

Parlo del Design dei Comportamenti.

Oggi forse dovremmo aggiornare quella definizione e dire “good behaviour is good business”

I prodotti rivoluzionari – che coincidono ovviamente con i bestseller – hanno cambiato i nostri comportamenti rendendo ridicoli, obsoleti e inefficienti i precedenti e modellando profondamente intere industrie. Basti pensare alla scomparsa dei masterizzatori da quando lo streaming li ha resi inutili. La stessa cosa presto succederà con le pompe di benzina che verranno sostituite dalle stazioni di ricarica per le auto elettriche che costringerà le aziende a ripensare radicalmente l’esperienza della sosta di viaggio. 

Ma l’innovazione di prodotto è sempre quella più facile da osservare perché visibile e tangibile nel mercato.

La vera innovazione del Design inizia da dentro le aziende. 

Le organizzazioni che ammiriamo come innovative progettano per prime il loro modo di lavorare – che evolvono costantemente – perché questo ha una leva enormemente più grande rispetto concentrarsi sull’intercettare sporadici lampi di genio da un team di creativi.

Matteo Carini, Head of Category Strategy di Prontopro, ha progettato per prima cosa l’organizzazione del suo team e poi ha evoluto il prodotto. Ha inventato così un nuovo dipartimento per superare gli ostacoli alla crescita che stava incontrando. Qui trovi la sua intervista ↗

Incontrando il team di Qonto al WMF, la startup fintech che offre servizi finanziari per aziende e freelance, ho scoperto che il founder ha elaborato The Qonto Way come modalità operativa per scalare il proprio business. Qui trovi un video esplicativo (inizia da 0:56) ↗ mentre su Medium ↗ il team condivide il loro modo di lavorare.

Poi c’è Haier che è la più grande espressione su scala globale dell’efficacia di queste pratiche di organizational design. Il CEO Zhang Ruimin, ha inventato e implementato il modello RenDanHeyi. Qui trovi un’introduzione ai suoi principi direttamente dall nota № 120 mentre questo bellissimo video ↗ dell’Academy di Corporate Rebels spiega nel dettaglio come funziona.

RenDanHeyi mette al primo posto le esigenze dell’utente. I dipendenti devono avere di fronte l’utente, fornirgli valore e tenerlo sempre in primo piano. Senza utenti, non ci sono dipendenti.

In questo modello “tutti sono imprenditori” e ai dipendenti viene data una straordinaria quantità di libertà. Si democratizza il processo decisionale, passando da una tradizionale struttura piramidale a una struttura piatta. Le piccole microimprese hanno piena autonomia decisionale. Comprese le decisioni relative alla strategia generale, alle assunzioni e alla retribuzione.

Anche in tempi difficili l’azienda ha ottenuto un successo incredibile. Haier supera costantemente le performance medie del settore grazie a questo modello fondato su pratiche di innovazione organizzativa che risolve by-design problemi che tutte le aziende prima o poi incontrano: sprechi, sovra-burocrazia, mancancanza di motivazione e di ambizioni.

Durante l’incontro di oggi potrai fare tutte le domande che vorrai, ma a giudicare dal numero di iscrizioni la stanza sarà “piacevolmente” affollata. Se vuoi puoi anticipare le tue domande utilizzando questo form, saranno le prime a ricevere una risposta.

Anticipa le tue domande per Federico Ferretti qui ↗

Ci vediamo più tardi.

ALWAYS MAKE PROGRESS⤴

Antonio

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