№ 115

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Dati, creatività e priorità

6:03 di lettura — Come Freeda utilizza i dati per comprendere gli algoritmi delle piattaforme social. Come Da Vinci utilizza i dati per prioritizzare l’impatto del suo prodotto nell’healthcare.
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Hey, buon lunedì!

In questa Nota parliamo di dati e di come due team, completamente differenti, li usano per avere successo.

Dati + Creatività

Alle 18:30 di oggi 30 Maggio (blocca il tuo calendario su Google CalendarApple Cal / Outlook) incontreremo Andrea Scotti Calderini, CEO di Freeda Media & Platform.

I suoi team di content design usano i dati per generare campagne vincenti e virali. 

Grazie alla Freeda Platform che raccoglie, analizza e organizza grandi quantità di data points i creativi non contano più solo sul proprio intuito ma, comprendendo l’algoritmo, riescono a produrre contenuti ottimizzati per l’engagement su ogni piattaforma.

Andrea ci mostrerà la piattaforma alla quale solo chi lavora in brand come Goovi, KFC, Jeep, Golden Goose, Giorgio Armani, Prada, 1895 by Lavazza, Lemonsoda (solo per citarne alcuni) ha accesso.

Per loro infatti, solo nel 2021, Freeda ha realizzato 306 campagne di branded content sui tre paesi. 

Non mancare e porta chi vuoi. Clicca qui per invitare un amico con Whatsapp ↗

Dati + Priorità

Continua le serie di interviste agli ospiti del Product Management Day 22 che si terrà a Roma il 25 Giugno. Se ancora non l’hai fatto prendi qui il tuo biglietto con lo sconto offerto da STRTGY (sia per seguire l’evento in presenza che online)

Questa settimana è il turno di Federica Marian, Product Manager di Da Vinci ↗. Il suo team utilizza i dati per prioritizzare gli sviluppi del prodotto.

Nell’intervista scoprirai di come è passata dalla bioingegneria al product management, di quali metodologie e tool usa tutti i giorni e di un bellissimo libro scritto da Andrew Chen, investitore e partner di Andreessen Horowitz (il celeberrimo fondo di investimenti della Silicon Valley). 

OKR

Tutto ciò  senza fare spoiler sul suo talk che porterà all’evento di Roma al quale spero di incontrarti perché ci sarà tutto il team di STRTGY insieme a quello di Get Connected Atlassian e Gtmhub. Fermati ai nostri stand per approfondire il tema degli OKR per team di prodotto (e non solo), parlare della metodologia in dettaglio, ma soprattutto per pre-ordinare una copia del libro Make Progress con gli OKR così sarai il primo ad averlo quando uscirà dalla tipografia! Whoo!

ALWAYS MAKE PROGRESS
—Antonio


● PRODUCTS / Dati e priorità

Dalla bioingegneria al product management

A: Ciao Federica, presentati a chi ci legge.

Federica: Sono la Product Manager di Da Vinci ↗, una start-up product led.

Seguo l’organizzazione e il coordinamento tra i nostri tre team: design, sviluppo e marketing growth.

Mi occupo di pianificare lo sprint planning per i team di design & operations e di sviluppo insieme al CTO dell’azienda.

Organizzo la prioritizzazione sia di breve che di lungo termine di tutte le feature: raccolgo i feedback che provengono dagli utenti e dal marketing e mi confronto direttamente con gli ambassador users per comprendere le loro esigenze. Insieme al mio responsabile – project manager e CIO dell’azienda – rivediamo il business plan e definiamo la direzione delle attività. 

A: Di cosa si occupa Da Vinci?

Federica: Da Vinci è una start-up nel settore della Telemedicina: il nostro obiettivo è portare innovazione nella medicina territoriale.

La mission aziendale è rendere più accessibili le cure ai pazienti. Inizialmente il business era focalizzato sull’offerta di consulti di psicologia e medicina online a pagamento. Ora lavoriamo direttamente con i medici di base perché questa figura è il gatekeeper della sanità italiana. Tutti noi abbiamo un medico di base con cui siamo in contatto e, da pazienti, abbiamo difficoltà a comunicare con lui. Il nostro obiettivo è rendere più semplice il dialogo tra il medico di base e il paziente

Gli strumenti che usano i medici di base sono abbastanza obsoleti e vorremmo portare innovazione in questo settore realizzando un tool di produttività che non sia solo una semplice cartella clinica o uno strumento di comunicazione, ma qualcosa che permetta di gestire il lavoro a 360° in modo più efficace ed efficiente.

A: Qual è il percorso che ti ha portata a diventare Product Manager?

Federica: Mi sono laureata in bioingegneria dell’informazione: volevo diventare Data Scientist.

Quando ho fatto il colloquio in Da Vinci, mi sono innamorata del progetto e dell’azienda, ho rivoluzionato i miei obiettivi e accolto l’opportunità. 

Sono entrata in azienda con il ruolo di Data Analytics e ho seguito un percorso graduale diventando prima Product Owner e, infine, Product Manager.

A: Qual è la tua definizione di Product Manager e perché è importante per le aziende?

Federica: Penso che un bravo Product Manager debba diventare un unicum con il suo prodotto e pensare come se fosse il prodotto stesso, chiedendosi in che modo possa essere davvero utile agli utenti. 

È una figura che svolge un ruolo da collante tra i vari team e coordina tutte le attività dedicate alla definizione del prodotto. 

Ha il compito di essere presente in modo trasversale in tutti i settori aziendali. Non si tratta solo di un ruolo pratico: un bravo Product Manager possiede delle ottime di ottima capacità di ascolto ed empatia sia verso gli utenti che verso i team management. Le sue competenze sono utili a percepire le aree di business che hanno bisogno d’attenzione focalizzandosi su tre elementi: 

  • la tipologia di prodotto da realizzare,
  • i valori dell’azienda,
  • le necessità degli utenti.

Definire le priorità

A:. Quali tecniche usi per definire le priorità? 

Federica: Ci confrontiamo con cadenza regolare, valutiamo le richieste e assegnamo ad ognuna un punteggio che ne definisce la priorità usando RICE ↗.  

I flussi principali che ci portano alla definizione del prodotto sono due: quello legato alle richieste degli utenti e quello che raccoglie le idee progettuali dei team marketing e operations. Nella nostra start-up usiamo metodologie lean production, affidandoci a Shortcut↗ed Excel.

Una delle mansioni più importanti del Product Manager è prioritizzare le scelte dell’azienda e pianificare l’evoluzione del prodotto: deve agire da filtro e valutare con cura le richieste per scegliere a quali dare priorità.

A: Come avviene il contatto con gli utenti?

Federica: Organizzando diversi workshop con i power users per capirne le esigenze, mappare le necessità e ottimizzare il prodotto. 

Il team di operations lavora a stretto contatto con gli utenti facendo da supporto per la risoluzione di tutti i problemi: raccoglie i feedback in modo strutturato e poi li passa al Product Manager.

A: Il tuo talk parlerà di project management in ambito sanitario, dell’importanza della prioritizzazione dei processi e dell’ascolto di pazienti e utenti.  A chi è dedicato il tuo intervento?

Federica: Mi rivolgerò principalmente ai giovani Product Manager che lavorano da poco nel mondo delle start-up.

Il mio obiettivo è condividere consigli pratici per permettere loro di affrontare al meglio la fase iniziale della carriera.

Gli argomenti che tratterò nel talk saranno utili anche alle persone che stanno vivendo una transizione da un ruolo precedente a uno futuro come Product Manager o a chi lavora a stretto contatto con questa figura.

Assegnare le priorità è il compito più difficile e cruciale di un Product Manager, competenza che si impara solo sul campo.

A: Quali risorse consigli per approfondire il tema della prioritizzazione e del product management come lo intendi tu?

Federica: Una risorsa utilissima per i Project Manager è il libro The Cold Start Problem di Andrew Chen ↗.

È dedicato alle start-up che hanno bisogno di ottimizzare il lancio e la scalabilità di nuovi prodotti. Consiglio la lettura, è illuminante.

Non perdere le prossime Note. Ogni lunedì alle 7:00. Gratis.

Strumenti e framework per sbloccare l’innovazione in azienda e applicare praticamente Design Thinking, Blue Ocean Strategy, JTBD e OKRs.  

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