№ 105

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Le aziende devono rendere il mondo più giusto

3:26 di lettura — La diffidenza è nuova emozione di default. I brand sono nuovi agenti di cambiamento. Unire comportamenti etici e comunicazione.
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Hey, buon lunedì.

Non vedo l’ora di incontrarti questa sera, 14 Marzo 2022 alle 18:30 ↗,  nello STRTGY Meeting con i founder di Small Giants per parlare di Design, Sostenibilità Ambientale e FoodTech.

Small Giants produce snack sostenibili utilizzando farina di grilli che sono responsabili di meno dello 0,1% dei gas serra rispetto alle mucche. Mangiare insetti vuol dire anche ridurre le emissioni di metano e 1 tonnellata di metano corrisponde a 25 tonnellate di CO2. I grilli inoltre richiedono solo il 20% dell’acqua di cui hanno bisogno le mucche per produrre la stessa quantità di proteine (Fonte Small Giants ↗). 

Fare del bene al mondo significa creare più fiducia non solo nei clienti ma anche per gli investitori. La crescita premia infatti chi sta individuando nuove strade per risolvere sfide importanti per l’umanità come, in questo caso, il cambiamento climatico, perché le persone sono più disposte ad acquistare prodotti e servizi da aziende che possono cambiare lo status quo.

Attivamente impegnati

Ho stilato una piccola lista rappresentativa solo di una manciata di brand che si sono mobilitati per fare qualcosa contro questa guerra e supportare l’Ucraina. Eccola in ordine sparso.

Elon Musk ha reso disponibile Starlink in Ucraina.

Anonymous ha lanciato attacchi informatici all’amministrazione russa.

Pornub ha bloccato gli accessi in Russia.

Netflix, Disney, Sony e Warner Bros hanno sospeso la distribuzione di film in Russia.

Prada, Moncler, Hermès, LVMH, Inditex, Kering, Richemont, Chanel, Balenciaga e Bottega Veneta hanno chiuso momentaneamente i loro negozi in Russia.

Yoox Net-a-Porter Group e Farfetch non garantiscono consegne in Russia.

Ma anche…

PwC, EY, Accenture, e KPMG hanno tagliato le loro attività in Russia.

L’elenco potrebbe andare avanti ancora per un po’.

E non ho incluso volutamente Meta con Facebook, Instagram e Whatsapp per le mosse confuse con i loro algoritmi ottimizzati per i profitti e non per le persone.

Questa guerra documentata 24 ore su 24 su tutti gli schermi del mondo ha offerto un’occasione importante ai brand per comunicare, ristabilire fiducia e rafforzare la propria reputazione.

Opportunismo? Necessità.

Le persone vedono i brand come “agenti di cambiamento” e credono fermamente che i CEO devono impegnarsi a cambiare le cose piuttosto che attendere che lo faccia il governo.

Chiunque abbia un telefonino in mano in questo momento non sta solo consumando contenuti ma ne sta producendo di nuovi schierandosi attivamente per una causa.

Queste persone non sono solo cittadini che si aspettano che la politica faccia qualcosa, ma sono anche dipendenti, clienti e influencer di aziende alle quali hanno deciso di dare fiducia e dalle quali si aspettano azioni concrete per creare un mondo migliore. 

Secondo l’autorevole report 2022 Edelman Trust Barometer ↗ (36.000 intervistati in 28 nazioni) emergono due punti critici:

  1. la diffidenza è nuova emozione di default 
  2. i brand sono percepiti come le organizzazioni più affidabili (più di ONG e governi!)

Le persone si fidano più degli influencer che dei giornali. La metà degli intervistati ritiene che le notizie sui media siano manipolate e ripongono più fiducia nelle informazioni che gli algoritmi lasciano emergere (motori di ricerca e social).

La Social Leadership è ormai una funzione del business.  Secondo lo studio di Edelman, il 60% dei dipendenti vogliono che il loro CEO si esprima su questioni controverse a cui tengono e l’80% degli intervistati vuole che gli amministratori delegati siano personalmente visibili quando discutono di politica e di come il lavoro in azienda sta portando benefici alla società.

Mai come prima i brand sono chiamati, dai consumatori stessi, a interrompere questo ciclo di diffidenza unendo i fatti alle parole, comportandosi eticamente e comunicando adeguatamente.

Come sempre, per farci guidare e imparare dai migliori, ho invitato Francesco Oggiano, Digital journalist e uno dei volti e soci di Will Italia, a parlarci del suo libro appena fresco di stampa “SociAbility. Come i social stanno cambiando il nostro modo di informarci e fare attivismo” ↗ edito da Piemme.

Ci incontreremo il 21 Marzo alle 18:30 ↗ in uno STRTGY Meeting per comprendere come usare le dinamiche della rete che generano meme, fake news e “fuck news”, guardando al fenomeno non solo dal punto di vista degli utenti, ma anche dal punto di vista delle aziende che devono inserirsi eticamente nella conversazione.

Ci vediamo live,
il calendario di Marzo è pieno di momenti per incontrarsi e lavorare insieme.

ALWAYS MAKE PROGRESS

—Antonio

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